La Festa della Liberazione: 25 Aprile

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Il 25 aprile ricorre l’anniversario della liberazione dell’italia dall’occupazione dell’esercito tedesco
e dal governo fascista avvenuta nel 1945. Ho pensato fosse doveroso dedicare un articolo a questa ricorrenza perché ha segnato una svolta importante per l’italia. Dopo la liberazione dell’Italia dai fascisti e dai tedeschi i gruppi politici della Resistenza hanno costruito il nuovo stato italiano. Il nuovo stato si basa sulla democrazia e sul rispetto della libertà. Questa era l’idea originaria dello Stato italiano, che ora purtroppo non ha più molta validità. Da alcune statistiche infatti l’italia risulta al 35 ° posto nel mondo per la libertà di stampa, una forma di libertà che io reputo molto importante, come si può anche notare dal titolo del blog, perché alla base di molte altre libertà.

Festa d’aprile

I fascisti han capito,

se non son proprio tonti,

che siamo arrivati

alla resa dei conti!

 

Scendiamo giu’ dai monti

a colpi di fucile!

Evviva i Partigiani!

E’ festa d’Aprile!

 

da La terra e la morte 9 novembre 1945

« Tu non sai le colline

dove si è sparso il sangue.

Tutti quanti fuggimmo

tutti quanti gettammo

l’arma e il nome. »

Cesare Pavese

Così giunsi ai giorni della Resistenza

senza saperne nulla se non lo stile:

fu stile tutta luce, memorabile coscienza

di sole. Non poté mai sfiorire,

neanche per un istante, neanche quando

l’ Europa tremò nella più morta vigilia.

Fuggimmo con le masserizie su un carro

da Casarsa a un villaggio perduto

tra rogge e viti: ed era pura luce.

Mio fratello partì, in un mattino muto

di marzo, su un treno, clandestino,

la pistola in un libro: ed era pura luce.

Visse a lungo sui monti, che albeggiavano

quasi paradisiaci nel tetro azzurrino

del piano friulano: ed era pura luce.

Nella soffitta del casolare mia madre

guardava sempre perdutamente quei monti,

già conscia del destino: ed era pura luce.

Coi pochi contadini intorno

vivevo una gloriosa vita di perseguitato

dagli atroci editti: ed era pura luce.

Venne il giorno della morte

e della libertà, il mondo martoriato

si riconobbe nuovo nella luce……

Quella luce era la speranza di giustizia:

non sapevo quale: la Giustizia.

La luce è sempre uguale ad altra luce.

Poi variò: da luce diventò incerta alba,

un’alba che cresceva, si allargava

sopra i campi friulani, sulle rogge.

Illuminava i braccianti che lottavano.

Così l’alba nascente fu una luce

fuori dall’eternità dello stile….

Nella storia la giustizia fu coscienza

d’una umana divisione di ricchezza,

e la speranza ebbe nuova luce.

Pier Paolo Pasolini


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