La Festa dei Lavoratori: 1 Maggio

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1° Maggio: Festa del Lavoro.

Il 1 Maggio è la Festa di chi lavora:  una Festa molto significativa, visto che il lavoro è, per la maggioranza delle persone, ciò che riempie la vita, ciò che le dà significato, ciò che permette il sostentamento (cioè di guadagnare – almeno – il necessario per vivere).

Per cercare e trovare un lavoro si fa di tutto, molte volte: ci si sposta, si emigra, si cambia città, nazione e vita.
Chi non riesce a trovarlo (o lo trova provvisorio e incerto) vive con gravi difficoltà, non riesce a costruire un futuro per sè, per la propria famiglia, per i propri figli: ed è spesso costretto a vivere miseramente.

Ma anche chi ha un lavoro non sempre ne è soddisfatto: perché molti lavori, anche se duri e impegnativi, non sono riconosciuti nè a livello sociale, nè a livello di retribuzione adeguata (cioè di paga).
C’è chi guadagna milioni di euro per fare una partita di calcio alla domenica; c’è chi lavora una vita intera nelle fonderie, negli ospedali, nelle miniere, nelle fabbriche, arrivando a guadagnare solo il minimo o il necessario per vivere.

Non tutti i lavoratori sono ancora uguali, perché non tutti i lavori vengono valutati e riconosciuti allo stesso modo (anche in termini di stipendio):
le ingiustizie sociali e retributive esistono tuttora, anche nella nostra società così moderna ed evoluta.

Per questo il Primo Maggio ha ancora un grande significato per la maggioranza dei lavoratori che, nonostante i miglioramenti sociali, vivono quotidianamente sulla loro pelle (bianca, nera, o gialla che sia) molte ingiustizie e disparità.

http://www.lagirandola.it/lg_primopiano.asp?idSpec=101

Origine e Storia della Festa dei Lavoratori

L’origine della Festa dei lavoratori si deve alle battaglie che gli operai hanno fatto per conquistare un orario di lavoro di 8 ore giornaliere.
Con la Prima Internazionale (la Prima Internazionale è una organizzazione internazionale di lavoratori, fondata nel 1864, all’interno della quale c’erano operai, anarchici e socialisti) si sviluppò un grande movimento di lotta sulla questione delle 8 ore, soprattutto presso le organizzazioni dei lavoratori statunitensi.
Una prima vittoria di questo movimento si ebbe nello stato americano dell’Illinois quando nel 1866 venne approvata una legge che introduceva la giornata lavorativa di 8 ore appunto.

Questa legge entrava in vigore il 1 Maggio del 1867, e per quel giorno venne organizzata a Chicago una grande manifestazione, un enorme corteo di lavoratori.
Successivamente un sindacato americano (un sindacato è una organizzazione che rappresenta gli interessi di operai, contadini, impiegati e altri lavoratori nei conforti dei datori di lavoro e si batte per migliorare le condizioni dei lavoratori) prese l’iniziativa di indicare nel 1 Maggio 1886 la data a partire dalla quale gli operai americani si sarebbero rifiutati di lavorare più di 8 ore al giorno.

Il 1 Maggio 1886 in molte fabbriche degli Stati Uniti migliaia di lavoratori incrociarono le braccia: nella città di Chicago, e in altre città americane, gli operai scioperarono e parteciparono a grandi manifestazioni nelle strade.
Le manifestazioni e gli scioperi per il diritto ad 8 ore di lavoro giornaliere continuarono per più giorni dopo il 1 Maggio e si ebbero alcuni scontri con la polizia –  la polizia,  che era dalla parte dei datori di lavoro, non voleva che vincesse questo movimento che rivendicava le 8 ore di lavoro giornaliere  –  che in varie occasioni sparò  sui manifestanti e fece alcuni morti.

Durante una manifestazione che si teneva a Chicago fu lanciata una bomba da un ignoto, non si è mai saputo chi fosse. La polizia approfitto di questo avvenimento per eliminare alcuni esponenti della protesta (e di conseguenza mettere paura a lavoratori e lavoratrici, in modo da fargli rinunciare alle rivendicazioni dei diritti): della bomba furono infatti  accusati ingiustamente alcuni lavoratori anarchici, sette dei quali vennero impiccati.

Queste persone condannate ingiustamente sono passate alla storia come “martiri di Chicago“, erano lavoratori che si battevano per i propri diritti e diventarono il simbolo della lotta per le 8 ore: a loro è stata dedicata la ricorrenza del 1 Maggio.

Ancora oggi la Festa dei lavoratori assume molta importanza, in questo periodo dove i diritti dei lavoratori, diritti che negli anni sono stati faticosamente conquistati, vengono sempre più limitati e sono continuamente messi in pericolo.

Poesie sul 1 Maggio

Le mani dell’operaio

di Renzo Pezzani

Dice il Signore a chi batte
alle porte del suo Regno:
Fammi vedere le mani;
saprò io se ne sei degno.
L’operaio fa vedere
le sue mani dure di calli:
han toccato tutta la vita
terra, fuochi, metalli.
Sono vuote d’ogni ricchezza,
nere, stanche, pesanti.
Dice il Signore: Che bellezza!
Così son le mani dei Santi!

Il lavoro

di Giuseppe Porto

I piccoli animali
fanno tutti un mestiere:
fanno il fabbro e l’artiere,
son sarti e manovali.
Il ragno tessitore
rifabbrica la tela
che somiglia a una vela
su un mare di splendore.
La rana che si liscia
all’orlo del fossato
sta in guardia dall’agguato
che le tende la biscia.
Lo scarabeo al cantiere
rotola una pallina:
così come cammina
somiglia a un carrettiere.
E, se senti uno scricchio,
è un passo nel fogliame;
se senti un falegname
che batte e pialla, è il picchio.
C’è tutto un gran fervore
c’è tutto un gran da fare:
perché chi vuol mangiare
bisogna che lavori.

Dopo il lavoro

di Giulio Gozzi

Vedi sull’aia bianca, in cima. al colle,
la famiglia che torna dal lavoro:
passa sul grano in fiore il vento molle,
e pendono dal ciel nubi d’oro.
Stacca, il padre, dal carro i buoi
fumanti;
guida, il maggiore, i manzi alla
fontana,
giuocano a rimpiattino gli altri oh
quanti! 

Ecco la madre con l’ultimo nato
in braccio; chiama, esorta ed
ammonisce.
Chiama a raccolta il gruppo
scalmanato,
che infine le fa cerchio e ammutolisce.
E mentre la campana di lontano,
manda di colle in colle la sua voce,
essa, presa al suo piccolo la mano,
gli insegna a farsi il segno della croce.
 
Lavoro
di G. Navone
 
Fu la prima condanna: Iddio sdegnato
l’aveva inflitta in pena del peccato.
Dagli alberi non più
senza fatica l’uomo avrebbe i frutti,
né la terra darebbe il cibo a tutti
per innate virtù;
ed il lavoro fu legge agli umani.
Dal primo di quei secoli lontani
sino all’ultima età;
il comune lavoro unì e protesse:
il campo arato maturò la messe
e sorse la città.

Immagini Glitter 1 Maggio

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